Associazione del personale in quiescenza
della Banca Popolare di Ancona

relazione 2021

Colleghi, amici pensionati,
siamo alle seconda esperienza di assemblea in tempo di virus, il tutto si svolge con il collegamento in rete quindi questa relazione è sottoposta alla vostra attenzione pubblicata sul sito dell’associazione. Vi preghiamo di prenderne visione.
Preferiamo parlare in questa sede più che delle cose fatte nel 2020 che non hanno molto rilievo parleremo di quello che abbiamo fatto in questo scorcio di 2021 e che contiamo di fare in quanto resta dell’anno.
Allo stato attuale le nostre speranze in una attività concreta della nostra associazione sono riposte in quello che riusciremo a fare nel Coordinamento che come ricorderete ha visto riunite le associazioni di pensionati attive in Banche Popolari e Casse di Risparmio che sono diventare ex.
Ci sono state due riunioni in Skype nel tentativo di trovare un orientamento comune nell’azione delle diverse associazioni nella speranza di ottenere un qualche concreto risultato.
Tutte le Associazioni interessate seppure di diversa dimensione sono partite da esperienze simili e stanno incontrando più o meno le stesse difficoltà.
Ma parliamo della nostra situazione partendo dall’inizio. L’associazione del personale in quiescenza della Banca Popolare di Ancona nasce praticamente su proposta della Direzione di allora e di alcuni pensionati coinvolti.
L’associazione viene costituita in piena regola con il notaio presente e adotta quello strano “in quiescenza” che spesso costringe il taglio della ragione sociale perché troppo lunga.
All’epoca la Banca è decisamente amica, da il suo supporto economico generoso, interviene e prende la parola alle assemblee, la partecipazione dei pensionati che ancora non conoscevano la quota di iscrizione dice che l’associazione avrà un interessante ed utile futuro per la categoria.
Dopo più di 10 anni di attività vi riproponiamo la lettura dell’articolo 2 dello statuto per vedere se il lavoro fatto è andato nella giusta direzione e magari se qualche cosa non ha funzionato. Insomma facciamo un bilancio.

ART. 2. (Finalità e scopi) L'Associazione non ha fini di lucro ed ha lo scopo di: - mantenere vivi ed operanti sia lo spirito di amicizia e di solidarietà fra tutto il personale in quiescenza della "Banca Popolare di Ancona Società per azioni" con sede a Jesi (AN), o delle società dalla stessa controllate o incorporate, sia il legame con la realtà e la tradizione aziendale alla quale il personale è appartenuto; - promuovere e coordinare iniziative per conseguire e migliorare provvidenze a favore dei soci, nonché iniziative atte a finalità culturali, ricreative e assistenziali; - stimolare e favorire rapporti di collaborazione con Istituti e Organismi aventi finalità ed interessi comuni a quelli dell'Associazione. L'Associazione persegue i propri scopi attraverso il concreto apporto di volontariato dei suoi Soci.

partiamo da qui

...nonché iniziative atte a finalità culturali, ricreative e assistenziali; -

L’associazione ha prodotto all’inizio del suo percorso una iniziativa editoriale. Utilizzando materiale fotografico messo a disposizione dalla Banca sono state pubblicate monografie sull’agricoltura, sugli artigiani, sui pescatori delle nostre zone, su viaggi quasi tutti firmati CRAL, su varie iniziative iniziative popolari... poi via via si è parlato di nipoti (nonnoNatale), e di una raccolta fondi per i terremotati.

Negli ultimi quattro anni poi le Assemblee annuali sono uscite dal comodo e confortevole Esagono e si è andati alla scoperta di zone più lontane, ai confini dell’impero.

Con Rusticanella siamo usciti dall’Esagono ma rimasti nei confini ma poi siamo stati a Tivoli-Villa Adriana, alle Grotte di Stiffe, a Pompei e Sepinum, eventi ben documentati dai reportage fotografici e via via pubblicati sul sito dell’associazione che pure ha avuto una certa importanza unitamente alle NEWSletter nell’intento di mantenere una buona unità e vitalità di gruppo.

... promuovere e coordinare iniziative per conseguire e migliorare provvidenze a favore dei soci...

e qui le cose si sono complicate. Vediamo perché. Alcuni tentativi condotti inizialmente per ottenere una qualche agevolazione sulla gestione dei conti hanno dato risultati non eccezionali ma comunque... risultati. Poi la nostra Banca è diventata ex. Qualche tentativo è stato fatto con UBI, con la circolare 269 si riuscì a dare una certa organicità alla questione ma poi più nulla. Il cordone ombelicale che ci univa alla nostra Banca andava via perdendo di consistenza, i tempi che con l’alta dirigenza ci davamo del tu, non perché maleducati ma perché formata da colleghi con i quali si era lavorato e vissuto per tanti anni stavano velocemente passando. Eppure l’Esagono era sempre la in piena ZIPA, nelle filiali molti i volti conosciuti, le insegne quelle si venivano sostituite e l’operazione è tutt’ora in corso a significare che niente sarà come prima. La nostra associazione se vuole e se i Consigli saranno capaci di riprendere un po’ di slancio può continuare con iniziative culturali e ricreative, sempre più difficile sarà conseguire e migliorare le provvidenze a favore dei soci.

Ecco qual’è il significato del Coordinamento formato con le altre ex Banche più volte evocato.
Come si può capire la strada è tutta in salita ma con l’apporto di tutti possiamo quantomeno provarci.

Il Presidente

 
SITUAZIONE FINANZIARIA
 

DESCRIZIONE

ENTRATE

USCITE

saldo c/c 1/01/20

3.787,32

 

competenze

0,03

 

quote iscrizione

1.540,00

-40,00

telefoniche

 

-50,00

rimborso spese soci

 

-397,20

manut.variaz. sito

 

-326,35

spese conto

 

-105,65

modem WiFi

 

-278,80

TOTALE

5.327,35

-1.198,00

saldo c/c 31/12/20

 

4.129,35

 

 

 

 

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